Dossier manutenzione

 

Servizio di informazione a cura del

imm

 

 

 

 


L'AUTO SICURA

Prima di un viaggio il check-up completo alla propria vettura è la garanzia per non avere cattive sorprese. Verificare tutto: dalle gomme agli ammortizzatori , dai freni fino all’usura dei tergicristalli.

Pronti via. Le raccomandazioni per chi si mette in viaggio con l’auto sono sempre le stesse: fare in check-up completo alla propria automobile e avere cura di verificare tutto, dalle gomme ai freni, dagli ammortizzatori ad accessori troppo spesso trascurati, come ad esempio la ruota di scorta. L’automobile, in fondo, è come il corpo umano. Più la sua meccanica è in ordine, più risulterà sicura e efficiente.
L’importante è pensarci prima di fare il pieno e mettersi in strada. Poi bastano buon senso, prudenza e cinture, anteriori e posteriori allacciate, sempre. All’imprevisto, purtroppo, con c’è rimedio, ma a un incidente che può essere provocato da una manutenzione insufficiente sì. In Italia avvengono ogni anno oltre 211.000 incidenti stradali che provocano oltre 6.400 morti (l’intera popolazione di un paese viene cancellata), 300.000 feriti (un esercito di cittadini, soprattutto giovani, restano invalidi o menomati) e danni per più di 200 milioni di euro (l’equivalente del valore di una grande azienda, distrutta).
Prima di mettersi in viaggio, è bene prenotare un check-up completo presso un centro di assistenza qualificato o un officina specializzata.
Un controllo indispensabile: con un’auto in perfetta efficienza, infatti, si avrà la certezza di superare l’esame periodico della revisione, la scadenza più importante per la propria e l’altrui sicurezza sulle strade.

Controllare il livello dell’olio e eventualmente rabboccare ogni 1.000 km

Il controllo del livello dell’olio, di regola, va effettuato a intervalli di 1.000 km. L’operazione viene fatta verificando, con l’apposita astina, il livello dell’olio. Per avere una lubrificazione migliore, è consigliabile tenere l’olio al massimo dell’astina; più olio, infatti, significa meno sollecitazioni e temperature medie più basse. Risultato: l’olio si degrada molto meno.

Pneumatici: l’unico punto di contatto con l’asfalto

Sono tra i componenti dell’auto più sollecitati. Lo pneumatico, infatti, costituisce il solo punto di contatto fra il veicolo e l’asfalto e ha il compito fondamentale di sostenere il peso della vettura, di trasmettere la potenza, di garantire frenate sicure e tenuta di strada su asciutto e bagnato e di assorbire le asperità del suolo. Per questo è indispensabile viaggiare con gomme in buono stato e correttamente gonfiate.

Misurare la pressione a gomme fredde

La corretta pressione di gonfiaggio degli pneumatici, va controllata a freddo, cioè dopo che la vettura è rimasta ferma per almeno 3 ore o quando ha percorso un paio di chilometri al massimo. Mai controllarla a caldo o, peggio, quando si fa rifornimento durante un viaggio: si avranno indicazioni errate, in quanto superiori a quelle affettive. I valori di pressione rilevati con l’apposito manometro devono corrispondere a quelli riportati sul libretto Uso e Manutenzione e su alcune vetture visibili anche sull’apposita targhetta applicata sul montante della portiera lato conducente. Tali valori vanno verificati con molta attenzione, perché riportano la corretta pressione delle gomme calcolata sia a vuoto sia per la vettura a pieno carico. Se prima di partire, l’auto è molto carica, si consiglia, specie per i lunghi viaggi, di adattare la pressione al valore a pieno carico. Il controllo della pressione, di regola, va fatto almeno una volta al mese e naturalmente prima di un viaggio. Il gonfiaggio sbagliato, statisticamente può accelerare l’usura anche del 40%. Se lo pneumatico è parzialmente sgonfio, si consuma di più. Secondo uno studio Michelin, una diminuzione della pressione di 0,5 bar può aumentare del 15% la resistenza al rotolamento dello pneumatico, con conseguente aumento dei consumi dell’ordine del 3%. Spesso ci dimentichiamo che l’auto ha una quinta ruota, quella di scorta oppure il "ruotino", più piccolo della gomma di serie e che serve solo per raggiungere l’officina più vicina, viaggiando a velocità ridotta. La ruota di scorta deve essere di tipo analogo a quelle montate, pertanto con il battistrada in buone condizioni e deve essere controllata periodicamente quando si verifica la pressione delle altre gomme, ricordandosi di gonfiarla ad almeno 0,3- 0,4 atm. in più.

ADEGUARE LA PRESSIONE AL CARICO

Prima di mettersi in viaggio, se l’auto è carica di bagagli, la corretta pressione delle gomme deve essere quella riportata sul libretto con riferimento alla vettura a pieno carico

Profondità del battistrada mai inferiore a 3 millimetri

L’usura dei pneumatici è causata principalmente dagli strisciamenti che si producono sotto l’area di impronta durante l’avanzamento e dalle forze con essi correlate, quali ad esempio coppie motrici, frenanti e sterzanti. Ciò che si usura maggiormente è il battistrada. Se lo pneumatico è nuovo, ha una profondità di 7-8 millimetri. La profondità minima del battistrada consentita dal Codice è di 1,6 mm ma quando il livello è al di sotto dei 3 mm lo pneumatico non garantisce più le prestazioni originali, diventa più facilmente perforabile e peggiora la tenuta di strada, soprattutto sul bagnato. Questo perché gli intagli del battistrada hanno lo scopo di evacuare il più rapidamente possibile l’acqua, favorendo il contatto fra mescola battistrada e asfalto: a mano a mano che gli intagli si consumano, il loro spessore diminuisce e l’espulsione dell’acqua diventa via via minore, peggiorando l’aderenza sul bagnato. Anche la forma di usura degli pneumatici è un fenomeno da non sottovalutare: consumi anomali sono infatti il segnale che qualche cosa, nella meccanica del veicolo, va verificata e ripristinata nei suoi valori originali. Se una copertura è "consumata male", la vettura ne risente in termini di stabilità, penalizzata soprattutto nelle manovre di emergenza, scarso confort e limitata percorrenza chilometrica. Per la massima sicurezza, in particolare sul bagnato, è opportuno che gli pneumatici dello stesso asse abbiano un identico grado di usura. Se l’usura e maggiore su un lato, significa che lo pneumatico lavora male e ciò può dipendere da una geometria della sospensione sfalsata da un urto verificatosi precedentemente. Se invece lo pneumatico è più consumato al centro o su entrambi i lati, ciò è imputabile a una pressione sbagliata (troppo alta o troppo bassa) e la tenuta di strada ne risente occhio ai pericoli "nascosti" : un piccolo urto durante una manovra di parcheggio, il continuo saliscendi sui marciapiedi, l’attraverso di binari o il contatto, al giorno d’oggi sempre più ricorrente, con le buche dell’asfalto sono veri e propri "shock" per le gomme.

UNA BUCA PUÒ CAUSARE DANNI IRREPARABILI

L'usura del battistrada può essere rilevata con un apposito spessimetro (a sinistra). Buche e marciapiedi: se possibile, evitateli. Anche un piccolo urto (sopra) può tagliare la gomma.

Attenzione alla carica della batteria: la vita media è quattro anni, però…

La batteria è il cuore dell’automobile. Alimenta l’accensione del motore, i servizi elettrici e tutta l’elettronica di bordo, compresi i cosiddetti "carichi fuori chiave" : si tratta di componenti e dispositivi elettronici, come l’antifurto o l’autoradio, che assorbono di continuo, anche a vettura spenta, la corrente elettrica e quindi scaricano la batteria: se va in crisi, si resta a piedi. Le batterie di ultima generazione, in media, hanno un ciclo di quattro anni, ma non per questo vanno trascurate, anzi: il periodo di vita della batteria è direttamente proporzionale al buon uso e alla buona manutenzione a cui viene sottoposta.

Portare sull’asse posteriore le gomme meno consumate

Quando si sostituiscono gli pneumatici quelli nuovi o meno usurati vanno sempre montati sull’asse posteriore, a prescindere dal tipo di trazione, per assicurare una migliore tenuta in situazioni difficili (frenata di emergenza o curve strette), in particolare su fondo scivoloso, allontanando il pericolo di repentine, quando la vettura viaggia a pieno carico. Questo perché l’asse posteriore, essendo l’asse più "critico" in quanto non direttamente sotto il controllo di chi guida, deve essere messo in condizioni di sicurezza ed efficienza. Infatti il degonfiamento rapido (perforazione o "scoppio") della gomma montata sull’asse posteriore causerebbe una rapida instabilità dell’asse stesso, con conseguente perdita di controllo del veicolo. Così come una improvvisa perdita di aderenza in curva oppure in rettilineo su bagnato, potrebbe causare il fenomeno del sovrasterzo con conseguente testa-coda che può rivelarsi difficilmente controllabile.

Dopo 10.000km pulire le candele, ma non aspettate a sostituirle

Le candele vanno controllate e pulite ogni 10.000 chilometri. La loro durata media si aggira sui 20.000 km ma è fortemente influenzata dal tipo di impiego dell’auto. Viaggiando frequentemente in città, ad esempio, le candele si sporcano più rapidamente e gli elettrodi si usurano più in fretta. Attenzione inoltre alla gradazione termica delle candele che vi vengono montate: in proposito ogni motore ha le proprie esigenze e per questo occorre verificare sul libretto di manutenzione della vostra vettura il tipo e la marca delle candele adatte. Se le candele danno problemi, vanno sostituite anche prima del previsto: il costo di una serie di candele nuove viene rapidamente compensato dal minor consumo, vantaggio non trascurabile di questi tempi.

Se le candele appaiono in cattivo stato, o in condizioni visibilmente danneggiate, ad esempio con grossi depositi sulla parte a contatto con la camera di scoppio, oppure se gli elettrodi o peggio ceramica isolante appaiono molto consumate, la cosa migliore da fare è provvedere al montaggio di candele nuove. Viaggiare con candele in cattivo stato è una pessima abitudine. Non sono pochi gli automobilisti che trascurano questo componente, che tuttavia, quando non è in perfetta efficienza, può riservare all’automobilista spiacevoli sorprese: si consuma più benzina, tanto per cominciare, il motore funziona male, fattore non trascurabile, si possono avere anche fastidiose difficoltà di avviamento della vettura. I propulsori diesel, come è noto, a differenza dei motori a benzina presentano un impianto elettrico assai semplificato (non prevedono bobina, spinterogeno, candele) e quindi fonte di minori preoccupazioni.

Climatizzatore: un filtro antipolline nuovo anche due volte all’anno

Verificare lo stato di carica del freon, il gas ecologico (non danneggia l’ozono presente nell’atmosfera) di cui si serve l’impianto di climatizzazione e, se necessario, procedere alla ricarica del gas: l’operazione richiede al massimo un’ora di tempo in officina e viene eseguita in automatico con un’apparecchiatura specifica. Per verificare lo stato di carica, basta comunque fare attenzione alla temperatura dell’aria in uscita dalle bocchette, con il climatizzatore al massimo: se non è più tanto fredda, è giunto di far ricaricare l’impianto. Un altro componente da tenere sotto controllo è il filtro antipolline: si raccomanda di sostituirlo dopo 15.000 km, ma chi viaggia prevalentemente in città farà bene a sostituirlo ogni 6 mesi.

ATTENZIONE AI CATTIVI ODORI

Se, a climatizzatore acceso, si avvertono cattivi odori con insistenza, questo significa che i condotti potrebbero ospitare batteri o funghi, per i quali è necessario un intervento di eliminazione con un trattamento specifico.

Le spazzole dei tergicristalli vanno cambiate ad ogni stagione

Controllare l’efficienza delle spazzole del tergicristallo. Se non puliscono bene (in pratica, se nel loro movimento lasciano sul vetro striscioline d'acqua) o se vibrano durante la corsa, vanno sostituite. Una spazzola va cambiata anche se lascia tracce o striature visibili sul parabrezza. In genere i tergicristalli, realizzati in caucciù cominciano a deteriorarsi dopo 6 mesi di vita. Vanno cambiate almeno una volta l’anno ed è preferibile farlo prima dei cambi di stagione. Se, nonostante le spazzole siano nuove, la loro azione lascia a desiderare, probabilmente sono troppo (o troppo poco) premute contro il vetro dall’apposita molla, cosa che và subito verificata. A proposito quando cambiate le spazzole bisogna fare attenzione che siano di lunghezza giusta e con il tipo di attacco appropriato. Ricordatevi, poi, di rabboccare frequentemente la vaschetta del lavavetro. Tutti consigli utili che garantiscono una perfetta visibilità durante la guida. Spesso l’automobilista si accorge dell’usura delle spazzole quando è troppo tardi. Eppure controllare le spazzole e eventualmente cambiare è operazione di qualche minuto.

La sostituzione delle spazzole dei tergicristalli è un'operazione semplice che richiede qualche minuto ma utilissima per migliorare la visibilità.

Ammortizzatori: il loro compito è smorzare

Gli ammortizzatori sono l’elemento più importante delle sospensioni hanno il compito di ridurre sia l’entità che l’ampiezza delle oscillazioni. Un lavoro prezioso e "invisibile" quello compiuto dagli ammortizzatori, perché aumenta la sicurezza e perché la normale usura degli ammortizzatori è lenta e progressiva e non viene percepita dagli automobilisti, anche se a lungo andare può comportare la perdita di controllo della vettura e un allungamento degli spazi di frenata, con conseguenze pericolosissime per la sicurezza di guida. Per questo è importante far verificare periodicamente lo stato di usura degli ammortizzatori: di norma, andrebbero controllati ogni 20.000 chilometri. La vita media di un ammortizzatore oscilla fra 50.000 e 80.000 chilometri secondo l’uso e il tipo di auto.

TENERE D’OCCHIO LE OSCILLAZIONI

Lo stato degli ammortizzatori può essere verificato premendo su un angolo della vettura (foto sopra) e poi rilasciando: se avviene troppo rapidamente o continua a oscillare, significa che l’ammortizzatore è scarico e va sostituito.

L’olio nel cilindro può modificare l’escursione delle molle

Gli ammortizzatori hanno il compito di smorzare le oscillazioni della struttura del veicolo che vengono innescate dalle asperità stradali. Senza gli ammortizzatori, l’energia elastica immagazzinata dalle molle in seguito al passaggio del veicolo sulle irregolarità della strada darebbe vita ad un susseguirsi di oscillazioni della scocca tale da rendere incontrollabile, la vettura. Gli ammortizzatori sono costituiti da un cilindro riempito d’olio in pressione, nel cui interno scorre un pistone solidale a uno stelo. Quest’ultimo è vincolato alla scocca della vettura, mentre il cilindro è fissato al braccio della sospensione. Il pistone, seguendo i movimenti dell’auto, costringe l’olio a passare da una parte all’altra del pistone ottenendo in questo modo l’effetto smorzante.

ASSE POSTERIORE PIÙ A RISCHIO

Controllare più frequentemente gli ammortizzatori posteriori: sono quelli più sollecitati, a causa anche del peso elevato che grava sul retrotreno, quando l'auto viaggia a pieno carico. Se un solo ammortizzatore è danneggiato, è buona norma sostituire la coppia sullo stesso asse, poiché se la carica non è omogenea, la durata dell'ammortizzatore più efficiente sarà sicuramente inferiore.

Cambiare subito le pastiglie rumorose

L’usura delle pastiglie va controllata ogni 10.000 chilometri. Il rumore e le vibrazioni segnalano, nel momento in cui si preme il pedale dei freni, la fine delle pastiglie: a questo punto, infatti, anche il solo percorrere poche centinaia di metri per raggiungere la prima officina può rovinare in maniera irreparabile i dischi, costringendo a cambiare pure quelli. Occorre fare attenzione anche allo spessore dei dischi e alla presenza di solchi o righe, infatti, più i dischi sono sottili, più si scaldano facilmente. Se i dischi risultano rigati, consumano più velocemente le pastiglie: in questo caso è preferibile cambiarli piuttosto che farli rettificare. Se la potenza frenante risulta diminuita, ma le pastiglie hanno ancora un buon spessore, significa che si sono "vetrificate" : la superficie di contatto con il disco, cioè, è diventata liscia e dura e non esercita più il corretto attrito sul disco. La vetrificazione può essere generata dal surriscaldamento dei freni a seguito o di una lunga e violenta frenata o di una discesa percorsa utilizzando poco il freno motore e troppo il pedale del freno. In tutti questi casi le pastiglie dei freni vanno sostituite. A volte capita: frenando, avvertiamo vibrazioni sul volante, sul sedile e persino sul pedale stesso. Può capitare anche a vettura nuova, dopo aver percorso pochi chilometri. Vibrazioni di questo tipo possono essere provocate dai dischi, che devono essere rettificati oppure sostituiti, o dai tamburi posteriori. Come fare per eliminare vibrazioni così fastidiose? Una regola generale da seguire è quella di fare sempre un rodaggio dei freni per qualche centinaio di chilometri dopo ogni sostituzione di pastiglie o dischi, guidando con estrema prudenza per evitare sollecitazioni eccessivamente violente. Contrariamente a quanto si possa pensare, le vibrazioni spesso si manifestano quando si adotta una guida tranquilla, in cui le frenate sono dolci e progressive, anche ad alta velocità. Frenate di questo tipo, anziché essere meno stressanti per l’impianto, possono in alcuni casi danneggiare i freni, perché non lasciano al disco il tempo di raffreddarsi. Meglio frenare energicamente (senza esagerare, si capisce) ma ad intervalli.

DISCHI RIGATI: È PREFERIBILE SOSTITUIRLI

Se i dischi risultano rigati, consumano più velocemente le pastiglie, è preferibile cambiarli piuttosto che farli rettificare. Nella foto a destra, due dischi a confronto: a sinistra quello nuovo, a destra quello usurato, caratterizzato dalla presenza di solchi e righe. Nella foto a sinistra, il confronto analogo fra due pastiglie freni.

Controllare il livello dell’olio ogni 20.000 chilometri

La principale caratteristica chimico-fisica del liquido dei freni è la temperatura di ebollizione. Più è bassa, maggiore è il rischio di formazione nel circuito idraulico di bolle d’aria. Il fenomeno, in genere si presenta dopo aver sottoposto a duro lavoro l’impianto frenante. L’aumento di temperatura è indotto dal calore proveniente dai dischi dei freni, che possono raggiungere punte assai vicine ai 600 gradi. Soltanto la sostituzione regolare, cioè con liquido dei freni originale, garantisce la piena efficienza dell’impianto frenante in tutte le situazioni di guida. Il livello del liquido nel serbatoio deve sempre essere compreso fra le tacche "Min" "Max". Se si scende sotto il livello "Max" ciò è indice di usura delle pastiglie freno a disco o delle ganasce dei freni a tamburo. In caso si scenda sotto il livello "Min", l’impianto frenante potrebbe essere anermetico e in questo caso non è sufficiente rabboccare il liquido. Per sicurezza, il liquido dei freni andrebbe controllato almeno ogni 20.000 km. Le Case raccomandano di sostituirlo ogni due anni o 60.000 km.

LIQUIDO FRENI NUOVO OGNI 2 ANNI

Il controllo del liquido freni viene fatto ispezionando il livelli del liquido nel serbatoio che si trova nel vano motore. Il livello deve essere compreso fra le tacche "Min" e "Max". Se si scende sotto il livello "Max" ciò è indice di usura o di una eventuale perdita di olio, è consigliabile recarsi in officina per un controllo.

Freni: tre volte più potenti di un motore

Con i freni non si può scherzare. Anche nelle condizioni di massima velocità, devono mettere in campo tutto l’attrito possibile per sviluppare la massima potenza di rallentamento, che in condizioni limite può essere addirittura tre-quattro volte superiore a quella massima del propulsore. La forza frenante, infatti è data dal peso del veicolo e dall’aderenza del pneumatico. Un altro elemento fondamentale è l’affidabilità, che nel caso dei freni significa, soprattutto capacità di fornire la potenza frenante con continuità e ripetitività. Quando si frena l’attrito delle pastiglie sul disco può portare ad una temperatura di parecchie centinaia di gradi. Se i freni sono frequentemente sollecitati, tale calore si trasmette inevitabilmente all’insieme del circuito e deteriora il liquido freni.